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La settimana di Pandolfini

ARGENTO COME PULIRLO E COME CONSERVARLO

Queste due sono le domande che ci si pone quando si presenta il problema e non si sa come fare. Una delle remore che ne ha sempre condizionato l’uso era ed è il fatto che si tratta di un bene prezioso e che pertanto si ha il timore di rovinarlo. Invece è proprio usandolo spesso, con le dovute cautele ed avvertenze di cui parleremo dopo, che se ne potrà godere della bellezza.
Se in passato nelle nobili famiglie vi era personale preposto alla conservazione e alla pulitura dell’argenteria, oggi chi la possiede deve fare i conti con tutto ciò spesso da solo e con scarso tempo

Non tutti sanno che l’argento raffinato allo stato puro si presenta troppo tenero e per poter essere lavorato deve essere unito con altri metalli, fra i quali quello maggiormente usato è appunto il rame, il quale ha però la proprietà di ossidarsi. Di conseguenza più alta è la sua percentuale di presenza, maggiore ne è di conseguenza l’ossidazione.
La regola per la conservazione degli oggetti in argento è quella di avere una maggior attenzione per le argenterie che compaiono sulla tavola o che vengono a contatto con gli alimenti. Infatti uno dei nemici primi risulta essere il sale in essi contenuto. Di conseguenza è fondamentale che argenti come le oliere, le saliere, i piattini per il pane, le posate, e cestini in cui vengono riposti dolci, mandorle, salatini, vengano spesso lavati con acqua e sapone detergente, affinchè vengano asportate le sostanze che possano macchiarli e anche intaccarli.

Tutto questo vale anche per le argenterie antiche, le quali non vanno tenute custodite in armadi o vetrine, ma usate e godute come qualsiasi altro oggetto di casa.
Un buon sistema per conservare a lungo gli argenti puliti, è quello di avvolgerli in carta velina e chiusi ermeticamente in sacchetti di plastica, senza l’impiego dei famigerati elastici di gomma, ma della semplice corda o nastro.

Oggi in commercio esistono prodotti per la pulizia che si equivalgono e che possono essere passati una o due volte a settimana sugli oggetti.
Naturalmente l’ossidazione dipende anche dal luogo dove vengono conservati dato che, più è elevato il tasso di inquinamento, più l’ossidazione diventerà frequente.
Per gli oggetti molto fragili e di difficile conservazione esiste anche un procedimento con il quale il manufatto è rivestito con una sostanza trasparente che ne impedisce l’ossidazione per alcuni anni.
Questo trattamento lo si può comunque fare solo per oggetti non d’uso, molto delicati, di difficile conservazione ed è comunque essenziale che il lavoro sia eseguito da personale qualificato.

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