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La settimana di Pandolfini

GOOGLE MAPS NEL 1620: SECONDA PARTE

Oltre all’eccezionale copia della Cosmografia Münster-Belleforest (1575), di cui si è già parlato, siamo lieti di presentare nella nostra asta di libri del 2 dicembre la prima rarissima edizione del primo atlante dell’Italia mai pubblicato, ovvero Italia di Gio. Ant. Magini data in luce da Fabio suo figliuolo al serenissimo Ferdinando Gonzaga duca di Mantoua edi [sic] Monferrato, stampato a Bologna da Sebastiano Bonomi a spese dell’autore, nel 1620.

Fu questo il capolavoro di Giovanni Antonio Magini (1555-1617), astronomo, astrologo, matematico e cartografo italiano. Magini dedicò gli ultimi vent’anni della vita alla sua realizzazione, cercando di proporre mappe originali, ovvero delineate in base ai più recenti rilievi ufficiali fatti eseguire dai vari governi italiani. Tra geografi, revisori e incisori, occorse un dispiegamento di forze notevole, che fu possibile solo con il benevolo interessamento dei Gonzaga. Purtroppo Magini non riuscì a vedere l’esito delle sue fatiche perché morì nel 1617, quando la stampa era appena stata avviata. L’opera fu dunque pubblicata postuma dal figlio Fabio nel 1620.

Essa consta di un breve commento geografico e di 61 tavole calcografiche straordinariamente dettagliate, che illustrano l’Italia intera, lo stato del Piemonte, la signoria di Vercelli, il ducato del Monferrato, la Liguria e le riviere, la Corsica, lo stato di Milano, il ducato di Milano e i suoi territori (laghi ecc.), i ducati di Mantova, Modena, Parma e Piacenza, il dominio Veneto, i territori di Bergamo, Brescia, Crema, Verona, Vicenza, Padova, Rovigo, Feltre, Cadore, Istria, Trento, ecc.,  lo stato della Chiesa e il ducato di Toscana,  i ducati di Urbino e Ferrara, Bologna, la Romagna, la Marca d’Ancona, i territori di Perugia e Orvieto, Umbria, Lazio, dominio fiorentino, stato di Siena, isola d’Elba, Lucca, regno di Napoli, Abruzzo, Molise, Bari, Basilicata, Otranto, ecc., Calabria citra e ultra, Ischia, Sardegna e Sicilia. Le splendide tavole con isole e tratti di mare hanno affascinanti vascelli e creature marine tra i flutti.

“Le carte d’Italia esercitarono un’influenza immensa: furono ricopiate, contraffatte, imitate, moltissime volte in Italia e all’estero; entrarono, senza modificazioni, a far parte di atlanti stranieri notissimi, come quelli di Jodocus Hondius e di Joan Blaeu; in Italia rimasero monumento insuperato per oltre un secolo.” (Wikipedia).

La nostra copia è un esemplare in legatura coeva, molto genuino.

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