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La settimana di Pandolfini

TOMASO BUZZI, IL PRINCIPE DEGLI ARCHITETTI

Tomaso Buzzi, rinomato architetto laureato al politecnico di Milano, animato dal motto “l’architetto è soprattutto un direttore d’orchestra”: dopo una prima e fondamentale fase, legata alla collaborazione con Gio Ponti per l’architettura d’interni caratterizzata da arredamenti lontani sia dal gusto déco sia dal peso novecentesco; nella seconda metà degli anni ’50 acquista un convento con annessa una chiesa del Duecento fondato da San Francesco, detta “La Scarzuola”.  Nella valletta dietro al convento l’architetto progettò e costruì una grande scenografia teatrale che egli definì “un’antologia in pietra”, rimasta volontariamente incompiuta, che permise il recupero di esperienze visive del passato.

La complessa simbologia creata da Buzzi permette di individuare una seconda interpretazione dell’intero complesso urbano. L’intricato percorso iniziatico, che si dipana tra gli edifici della città, rappresenta un confronto con l’inconscio e si completa attraverso una serie di incontri con figure archetipiche. L’incontro con le figure che popolano la città, simboleggianti i diversi aspetti della psiche, porta gradualmente il visitatore a una maggiore consapevolezza di sé, in un metaforico percorso di rinascita che scende nelle parti più profonde e buie dell’inconscio per poi arrivare all’Acropoli, simbolo della piena realizzazione del Sé.

 

 

Lo stile che meglio interpreta Buzzi è il neo-manierismo che egli identifica anche nell’uso di scale e scalette in tutte le dimensioni, allungamenti di membrature architettoniche, varietà di modi alla rustica, un po’ di mostri, volute sproporzioni di alcune parti, di monumenti, un che di labirintico che arriva a un certo surrealismo, di evocativo, di sinuoso, di antropomorfico, di geometrico, astronomico, magico.
La sua capacità di muoversi tra le varie forme artistiche e apportarne un nuovo contributo, ne hanno fatto un protagonista assoluto del gusto italiano moderno, ancor oggi, spesso imitato.
All’interno della prossima asta di Design e arti decorative del ‘900, che si terrà il 19 gennaio, potrete trovare una scrivania (lotto 93), uno sgabello (lotto 94) ed una coppia di letti (Lotto 95) dell’architetto.

 

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