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La Settimana di Pandolfini

LA POETICA DI FAUSTO MELOTTI

I Luoghi Deputati è il titolo di un gruppo di sculture in rame brunito che Fausto Melotti produsse tra il 1976 e il 1978 per il giardino della villa a Roma di Alberto Grimaldi, noto produttore cinematografico.

Nel 1986 le opere vennero poste in vendita e disperse singolarmente, quella qui presentata è una delle sei commissionata dall’amico ed eclettico collezionista, la cui collezione venne così descritta da Giuliano Briganti […] la collezione Grimaldi può considerarsi un caso singolare. Non potrei nemmeno definirla una “collezione”, vorrei indicarla piuttosto come una commissione data a dodici artisti, scelti espressamente da Alberto Grimaldi secondo un particolare taglio culturale, per ornare la sua casa appena costruita dall’architetto Simi. Una stanza per ogni artista, seguendo un’idea non comune. Le opere scelte, che riempiono l’atrio, le scale, i principali vani e il giardino, sono tutte datate variamente dal 1975 al 1978 e appartengono ad artisti che furono fra i maggiori protagonisti degli anni Settanta […]. Tra i dodici artisti c’ è anche Melotti con il gruppo di sculture.

La scultura minimalista che passerà all’incanto l’8 novembre a Milano, in occasione dell’asta Dipinti e Oggetti d’Arte da un’Importante Collezione Milanese con una stima di € 80.000/120.000, rappresenta l’essenza avanguardistica di Melotti, è un capolavoro creato in età matura (aveva 75 anni quando la realizzò) che sintetizza tutta la sua musicale poetica. L’opera in rame brunito di cm 260x236x80, presentata sul mercato per la prima volta dopo quasi dalla sua prima apparizione, è registrata e pubblicata sul Catalogue Raisonné dell’artista con il cod. 1976 62_B.

Fausto Melotti può certamente essere annoverato tra i maggiori protagonisti dell’arte italiana e riconosciuto a livello internazionale. Si è dedicato all’astrattismo negli anni’30, alla ceramica tra il 1940 e il 1950 per poi divenire negli anni’60 un geniale scultore di costruzioni plastiche.

La scultura di Melotti è caratterizzata da un rigore geometrico matematico, da un’eleganza segnica e formale, dal lirismo poetico e da un’ironica visione esistenziale. Melotti è un giocoliere che usa con grande destrezza elementi come il ferro, il rame, l’alluminino, la ceramica ma anche fili e reti, per farli evolvere in forme espressive di poetica instabilità, questi non deve far pensare che la costruzione sia casuale, le basi sono dettate dalla progettualità, dalla passione per la musica, l’immaginifico, dalla la poetica, tutte caratteristiche peculiari del suo linguaggio artistico.

Il successo internazionale avviene dopo la Biennale del 1966 e con la personale alla Galleria Toninelli di Milano del 1967 presentando le prime strutture in metallo saldato, Fausto Melotti scrive in catalogo: Ancora vorremmo trovare nelle nostre opere l’eco dell’antico contrappunto, la modulazione. Nel divertimento delle parti, non piani correttamente giustapposti e palesi (modellazione) ma piani che giocando fra loro danno vita a piani immaginari.

Seguiranno una serie di importanti mostre in Italia e all’estero che gli permisero di ampliare rapidamente la sua cerchia di estimatori della sua poliedrica attività. Nel 1979 fu presentata a Palazzo Reale a Milano una mostra antologica e nel 1981 Firenze gli dedica una grande retrospettiva al Forte Belvedere. Firenze, Roma, Venezia ma anche New York, Londra, Zurigo, Francoforte e Parigi gli dedicano ampie mostre personali e collettive. Melotti muore a Milano il 22 giugno 1986 e nello stesso mese la 42° Biennale di Arti Visive di Venezia gli conferisce il Leone d’Oro alla memoria.

 

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