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La Settimana di Pandolfini

CERTI PARAVENTI SONO STATI DISEGNATI DUE VOLTE, PIETRO FORNASETTI

“Credo che Fornasetti un giorno, quando era giovane, abbia avuto una visione allucinante. Non so se era di giorno o se era di notte, ma deve aver visto, tutto ad un tratto, tutto il mondo che saltava per aria, tutto il mondo e tutta la storia del mondo e tutti i depositi di figure e di memorie e tutti i sassi, i corpi, gli alberi, le case e i monumenti, assolutamente tutto, che saltava per aria e finiva in una infinita nuvola opaca di polvere piena di detriti che andavano altissimi come l’atomica e poi, piano, piano, in un silenzio agghiacciante, cominciavano a scendere giù, a precipitare pesantemente, forse sulla sua testa (di Fornasetti) o forse sul suo tavolo o forse nel suo pennello, o forse anche soltanto sul pavimento della sua stanza. Dev’essere stato più o meno come la fine di quel film di Antonioni che si chiamava «Zabriskie Point»: anche lì tutta la roba cascava giù pianissimo, con un rallentatore che durava per sempre: cascavano giù pezzi di frigorifero, giornali, ruote di automobile, gambe di tavoli, vestiti, tronchi, tostapane, piatti rotti, guanti, scarpe, serpenti e tubetti di dentifricio. Cascava giù di tutto, piano, piano per sempre; tutto rotto, tutto a pezzettini, tutte le connessioni logiche perdute, tutti i riferimenti perduti, tutte le configurazioni sconnesse, gli standard introvabili.”

Ettore Sottsass scrive questo di Pietro Fornasetti nell’introduzione del volume edito da Allemandi nel 1991, La Follia Pratica, di Patrick Mauriès.

È una visione filmica, sognante utilizzata per rappresentare l’eclettismo del designer milanese ma allo stesso tempo risulta estremamente lucida e puntuale nel tentativo di dipingere una mente che durante la sua carriera dà vita a più di 13.000 creazioni passando dagli design di arredi ai vetri, dalle ceramiche alle scenografie teatrali, dai tessuti alla pittura. Una gigantesca produzione artigianale che diventa quasi industriale senza mai perdere qualità o eleganza. Le collaborazioni sono tante ma quella con Gio Ponti lascerà un segno indelebile nella storia del design italiano del ‘900 dando vita ad una serie di capolavori indiscutibili.

Nella prossima asta Spotlight Design che si terrà il 31 Gennaio 2024 proporremo un eccezionale paravento con il decoro “Strumenti musicali” su un lato e sull’altro “Libreria” realizzato negli anni ’50 da Fornasetti nel suo Atelier a Milano.

“Mi reputo anche l’inventore del vassoio, perché ad un certo momento della nostra civiltà non si sapeva più come porgere un bicchiere, un messaggio, una poesia. Sono nato in una famiglia di pessimo buon gusto e faccio del pessimo buon gusto la chiave di liberazione della fantasia.”

(Tratto da “Piero Fornasetti, certi paraventi sono stati disegnati due volte”)

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