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La Settimana di Pandolfini

L’ARTE DIGITALE RIVOLUZIONATA: LA NUOVA ONDATA DI OPERE GENERATE DA INTELLIGENZE ARTIFICIALI

Katie Morris “Flamingo House”

Nel contesto dell’arte digitale, la prima fase di opere create attraverso software di Intelligenza Artificiale si distingueva per un’apparente uniformità stilistica. Sembrava che il mezzo utilizzato dagli artisti avesse preso il sopravvento sulla loro creatività, rendendo le opere immediatamente riconoscibili come prodotto “AI”. Questo ha rapidamente portato a una saturazione nel collezionismo di questa forma d’arte e a una sorta di rifiuto per l’impiego di tali strumenti nel campo artistico, contrastando l’entusiasmo iniziale per l’Intelligenza Artificiale.
Anni sembrano essere trascorsi, ma in realtà sono solo pochi mesi da quel periodo. Una nuova ondata di opere, generate da Intelligenze Artificiali, ritorna con vigore e successo sul mercato degli NFT. Cosa è cambiato? Certamente un nuovo approccio, più consapevole, con cui gli artisti affrontano l’utilizzo di queste tecnologie. Adesso desiderano imporre la propria volontà creativa, padroneggiando il mezzo come un pittore fa con il pennello o uno scultore con lo scalpello. Questo sta dando vita a un movimento artistico caratterizzato da libertà ed espressione creativa senza precedenti, senza limiti a ciò che si può realizzare.
A contribuire a questo cambiamento è sicuramente la nuova generazione di strumenti AI, capaci di generare immagini in movimento. Questa caratteristica ha rinfrescato le tavolozze virtuali a disposizione degli artisti, amplificando l’impatto di questo fenomeno, paragonabile all’invenzione delle foto/videocamere digitali nel suo tempo. Tutto ciò si inserisce naturalmente in un contesto più ampio, dove i software di AI stanno rivoluzionando la nostra vita quotidiana, con prospettive sempre più allargate.
Dal punto di vista contenutistico, possiamo apprezzare come gli artisti sfruttino i nuovi mezzi per creare ambientazioni spesso pseudo-oniriche, in un contesto di post-surrealismo contemporaneo. Un esempio è l’opera “FLAMINGO HOUSE” di Katie Morris, che dipinge una “scena di un mondo sintetico in cui i confini del nostro mondo tangibile sono infranti, lasciando che l’inquietante diventi un’accademia perpetua; ciò trasmette un senso di disordine che caratterizza la nostra presenza, evidenziando anche la fragilità e l’ambiguità della vita”, come ben descrive l’artista nella descrizione dell’opera.

 

Bengt Tibert “Glen”

 

Ammiriamo anche l’impeto libero e stravagante della fantasia creativa in movimento nelle opere di Bngt Tibert e ContentBeware. Sono tanto assurde e improbabili quanto impressionanti e accattivanti nella loro folle illogicità, rappresentando un nuovo modo di costruire mondi inventati che ci trasportano lontano dal quotidiano fatto di piccole incombenze e conti a rendere. Questa è l’arte.

ContentBeware “Priority Picnic”

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