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La Settimana di Pandolfini

UNA COLLEZIONE DI VASI DA FARMACIA IN MAIOLICA

Il vaso da farmacia deve avere delle caratteristiche ben precise: in primo luogo non deve alterare le proprietà terapeutiche del contenuto e non deve, a sua volta, esserne alterato; inoltre, deve esser realizzato nelle forme più congrue a un prelievo delle sostanze che contiene, siano esse più o meno liquide o solide; infine, deve essere solido e possibilmente anche leggero. I diversi trattamenti delle superfici del vaso volti a ottenere in primo luogo una materia impermeabile, favoriscono lo sviluppo della decorazione artistica, conferendo un aspetto più attraente e intrigante non solo ai singoli vasi, ma soprattutto ai corredi delle spezierie e farmacie. Come sottolineato da Grazia Biscontini Ugolini i vasi apotecari non sono semplici contenitori, ma “posseggono un’aura e una positiva carica simbolica trasmessa dal potere salvifico del medicinale che erano destinati a contenere”.
Ed è proprio per le ragioni sopra elencate che i vasi apotecari vennero prodotti in diverse forme e dimensioni: dall’albarello all’orciolo, dalle bottiglie alle bocce e dai pillolieri ai versatoi.
Se nell’antichità, come riportato da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia, i materiali prevalentemente utilizzati per la realizzazione di questi contenitori erano il vetro e il metallo, nel corso dei secoli vennero sostituiti da manufatti in terracotta, più resistenti e meno costosi. La terracotta, dal canto suo, aveva una superficie troppo porosa che tratteneva residui di materia andando ad alterare così le proprietà delle sostanze che conteneva. Per tale ragione si iniziò a rivestire con un sottile strato vetroso la superficie dei manufatti. Ciò permise di risolvere solo in parte il problema, fino all’introduzione tra il XIV e il XV secolo, di una ceramica rivestita da uno strato di smalto ricco di piombo e stagno applicato sul manufatto a terra fresca e poi cotto a gran fuoco: la maiolica. Grazie alla sua solidità, al costo moderato, all’aspetto gradevole e soprattutto all’inalterabilità della materia, la maiolica divenne presto indispensabile per la realizzazione dei vasi da farmacia, e non solo. Così, tra il XV e il XVIII secolo, in Italia, vennero prodotte straordinarie, per qualità e quantità, serie di corredi da farmacia.
Dal 7 al 14 marzo, quindi, il Dipartimento di Porcellane e Maioliche presenterà un’asta a tempo dedicata a una collezione di vasi da farmacia in maiolica: una variegata selezione di circa centocinquanta tra albarelli, orcioli, bocce, versatoi, bottiglie e fiasche, realizzati nell’arco di cinque secoli, quasi esclusivamente in Italia.

 

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