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La Settimana di Pandolfini

COLLEZIONARE FOTOGRAFIA NELL’ERA DEGLI NFT

Se c’è una cosa che più di tutte la tecnologia degli NFT e della blockchain ci hanno insegnato è che la proprietà digitale cambia tutto. La grande portata di queste innovazioni tecnologiche ha sostanzialmente ridefinito il concetto stesso di arte visiva.

Possiamo d’altra parte dire che proprio la fotografia è stata protagonista di uno dei più grandi cambiamenti all’interno del mondo dell’arte e del suo mercato, nel momento in cui è stato ridefinito il suo ruolo per promuoverlo al grande e prestigioso mondo della FINE-ART. Un cambio di paradigma questo, per niente banale, se si considera il fatto che fino a pochi decenni fa la fotografia veniva ritenuta una forma di produzione creativa minore in quanto replicabile.

La storia recente la conosciamo, e passa attraverso i grandi nomi di questo settore che hanno arricchito l’arte contemporanea, le grandi fiere, le grandi aste, da Nan Goldin a Vanessa Beecroft, da Luigi Ghirri a Massimo Vitali ecc…

Se pensiamo agli NFT, sembrano effettivamente un mezzo congeniale per offrire un supporto visivo alla fotografia artistica, specialmente se si è capaci di oltrepassare i pregiudizi che si hanno nei confronti dell’upgrade da pellicola a digitale, allo stesso modo oggi la fotografia può essere creata, depositata, fruita e venduta direttamente su blockchain. Un procedimento questo che non svilisce in nessun modo il percorso creativo dell’artista e non danneggia l’approccio formale al mercato dell’opera, piuttosto ne rafforza i cardini autoriali come la provenienza e l’autenticazione.

Del resto, come diciamo spesso, oggi siamo abituati a fruire le opere d’arte prevalentemente attraverso le nostre estensioni sensoriali digitali, come i dispositivi mobili, i tablet ecc. La nostra cultura visiva e i nostri alimenti creativi quotidiani passano generalmente, che lo si voglia o meno, dalla nostra interazione con questo tipo di interfacce.

Ci sono opere di ottima fattura e di grande originalità creativa nella prossima asta, fotografi che spesso seguono il doppio percorso produttivo, quello tradizionale e quello digitale con gli NFT. Come Danilo Falà e i suoi bellissimi ritratti densi di suggestioni misteriose, Dark Mark e la forza dirompente dei suoi scatti in bianco e nero.

Presentiamo poi due scatti molto affascinanti di Giulio Aprin, il quale ama immergersi in territori remoti e poco accoglienti, intraprendendo lunghi e avventurosi viaggi di lavoro. È proprio in quei momenti e in quel contesto che l’artista trova la sua dimensione creativa, solo di fronte alla stupefacente bellezza di paesaggi desertici, sospeso in una cornice lontana da tutto, contemplando le geometrie spontanee e universali della natura in tutta la sua dirompente armonia. L’opera straordinaria che prende il nome di “The Martian – Il Marziano” riflette questa esperienza unica. Il deserto ti fa sentire un marziano, uno straniero in una terra aliena, avvolto dal mistero di un paesaggio così diverso dalla nostra quotidiana realtà.

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