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La Settimana di Pandolfini

L’ARTE: ESPRESSIONE DELL’INGEGNO AL DI LÀ DEGLI STRUMENTI

Chi frequenta gli artisti o gli artigiani della scultura direttamente si è probabilmente trovato a far visita ad uno studio dove vengono prodotte le opere d’arte. C’è sempre il momento in cui la meraviglia e la sorpresa prendono il sopravvento, quando scopriamo che molti scultori non realizzano direttamente le proprie opere ma solamente dei bozzetti, a volte in creata o plastilina, che poi consegnano a dei bravi artigiani che con le proprie mani, o con l’ausilio di macchine sofisticate, costruiscono l’opera finale. Talvolta questo procedimento è solamente parziale, a volte gli artigiani si occupano di tutte le fasi della produzione della scultura, fino alla sua rifinitura finale. L’artista, dunque, si occupa di mettere a punto una bozza che non è altro che l’idea di quello che vuole rappresentare, da mettere a disposizione di mani altrui. In questo caso l’artigiano prende il posto dello scalpello e diventa esso stesso, seguendo alla lettera le istruzioni dell’artista, lo strumento di esecuzione dell’opera.

D’altra parte, nell’ampio panorama dell’arte, la discussione sull’importanza degli strumenti utilizzati per esprimere la creatività è sempre stata oggetto di dibattito. Tuttavia, un punto cruciale spesso trascurato è che l’arte è innanzitutto una manifestazione dell’ingegno umano, indipendentemente dall’attrezzatura impiegata. L’abilità di trasformare un’idea astratta in una forma significativa è ciò che definisce veramente il processo artistico.

La storia dell’arte è costellata di tantissimi esempi di geni creativi che hanno trasceso i limiti imposti dagli strumenti a loro disposizione, pensiamo ai grandi rivoluzionari del 900 come Marcel Duchamp, Lucio Fontana fino ai grandi nomi contemporanei come Anish Kapoor. Dall’arte rupestre ai capolavori rinascimentali, dai graffiti urbani alle performance contemporanee, l’ingegno umano ha trovato modi innovativi per esprimersi, spesso utilizzando risorse limitate. Ciò dimostra che la vera essenza dell’arte risiede nella capacità di trasformare l’ispirazione in espressione, indipendentemente dalla tecnologia o dagli strumenti disponibili.

È per tutto questo che oggi, con la rivoluzione della proprietà digitale, cambiano gli strumenti ma non cambia il valore creativo delle opere d’arte. Ci sono artisti che producono le loro opere usando pennelli digitali, come Niro Perrone, un talento dirompente che esplode la sua creatività in composizioni cariche di soggetti e di storie da raccontare.

Scerbo usa lo scatto fotografico come passaggio primitivo di un processo che, partendo da un’indagine filosofica, si scaglia sull’immagine con interventi bruschi con cui lo scatto viene rarefatto, smembrato con gestualità incosciente, ed è proprio nella totalità dei frammenti pseudo-casuali che l’artista ritrova la sua armonia, la sua poesia.

Lucas Aguirre, un fenomeno dell’interdisciplinarietà realizza un’opera incredibile dal titolo “Movimiento”, nella cui descrizione compare la tecnica utilizzata: 3dscan, “VR sculpting and oil painting”. Un mix pazzesco di manualità e tecnologia al servizio di un’unica mente creativa generatrice. Questa è l’arte che viviamo e che vivremo.

  1. Niro Perrone “That time when the landsharks lost all rights to their territory”
  2. Scerbo “THigheyeungem”
  3. Lucas Aguirre “Movimiento”

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