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La Settimana di Pandolfini

REMBRANDT BUGATTI: RITRATTO DELLA SIGNORA PORTA

È con grande piacere che Pandolfini presenterà nel catalogo Sculture e Oggetti d’arte dal Medioevo all’Ottocento del 12 giugno prossimo, il mirabile bronzo, sinora sconosciuto al grande pubblico, raffigurante il Ritratto della Signora Porta.

Firmata e datata 1901, l’opera proviene da una collezione privata, cui è appartenuta sin dai primi decenni del secolo scorso.

All’alba del XX secolo, tra Pavia, Milano e sulle montagne, Rembrandt Bugatti osservava e studiava con passione animali domestici e da cortile, senza aver ancora incontrato animali selvaggi, come accadrà successivamente presso lo Zoo parigino.

Parallelamente, le rare figure umane oggetto delle sue sculture sono modelle incontrate presso i bagni pubblici o uomini e donne appartenenti alla cerchia di famigliari e amici.

I gessi del periodo erano piuttosto essenziali. La Galleria Grubicy di Milano possedeva alcuni modelli in bronzo firmati dall’artista, ma non recanti marchio e timbro della fonderia, ovvero quelli della fonderia “Giudici e Strada”.

Ed è proprio in occasione della presentazione dei primi bronzi di Bugatti presso la Quadriennale di Torino del 1902, che tra questi fa la propria comparsa anche il gesso Macchietta della Signorina Porta. Laddove la definizione di “macchietta” risale allo stesso artista, lasciando intendere un modello da considerarsi più un abbozzo che uno studio vero e proprio.

L’opera è ulteriormente documentata da una foto degli Sladmore archives e una degli archivi Rembrandt Bugatti, ritraente i gessi dell’artista nel suo studio milanese nel 1900.

Secondo i documenti sino ad oggi pervenuti sull’ attività della Fonderia Giudici e Strada per Alberto Grubicy, si registra una sola fusione in bronzo della Macchietta della Signora Porta, di cui si indica l’altezza di cm 40, così come sappiamo dell’assenza di cachet del fonditore.

Partendo dunque dalla sicura datazione del gesso al 1901 e considerando che come tale figura alla Quadriennale torinese dell’anno seguente, si può ipotizzare la fusione del bronzo attorno al 1903.

La figura elegante e snella della Signora Porta, di cui ad oggi è sconosciuta l’identità, si erge maestosamente assisa su quella che la Dott.ssa Fromanger ha individuato come una meravigliosa poltrona ideata dal grande ebanista Carlo Bugatti, padre dell’artista.

Il bronzo è un chiaro omaggio all’influenza artistica del celebre principe Troubetzkoy, caro amico della famiglia Bugatti, che incoraggiò il piccolo Rembrandt a dedicarsi alla scultura.

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