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La Settimana di Pandolfini

LE MAIOLICHE DI FELICE CLERICI: PAESINI E FIGURE

Nel 1745 Felice Clerici, già mercante di tessuti, dopo aver ricevuto un’ingente donazione da parte del fratello maggiore, decide di ampliare la sua attività fondando una manifattura di maiolica “fina” a cui seguirà una fabbrica di lana che diverrà la più grande impresa industriale della Milano del Settecento. La sua idea è quella di produrre “maiolica superiore molto in qualità a quella di Lodi e Pavia, e di manifattura quasi all’uso di Sassonia”, entrando così a far parte della nuova corrente stilistica europea che vede la maiolica affinarsi al confronto con la più pregiata ed esclusiva porcellana.

La produzione più caratteristica della manifattura diventa ben presto il cosiddetto motivo decorativo “a personaggi” o, come viene rinominato nell’inventario della manifattura, “a paesini e figure a smalto”, una serie che ha prodotto tra i pezzi più belli e noti dell’intera produzione di maiolica del Settecento. Questo ornato dipinto a piccolo fuoco consiste nel raffigurare al centro nella superficie smaltata una o più figure, spesso cacciatori, campagnole, cavalieri, girovaghi, musici, cantanti, o una “gaia tribù di cinesi”, tra due piante dai fusti sottili e sinuosi da cui volano variopinti uccellini, farfalle e insetti. Le figure, che traggono ispirazione da tutti i mondi amati nel Settecento, vengono rappresentate come teatranti mentre “giocano con l’obiettivo” improvvisando un passo di danza, mettendosi in posa, consumando una bevanda o strimpellando uno strumento musicale nella radura.

È evidente come i soggetti rappresentati, apparentemente ripresi da figure di soggetti colti dalla strada o da piccoli avvenimenti di vita quotidiana, traggano ispirazione dalle incisioni diffuse all’epoca in Europa di Watteau, Callot e Pillement, tra gli altri. Alcuni esempi di questa importante produzione verranno proposti da Pandolfini nella prossima asta a tempo di Ceramica. Maioliche e porcellane dal XVI al XIX secolo, online dal 27 giugno al 4 luglio 2024. Una selezione di piatti tondi mistilinei con decorazione “a paesini e figure a smalto” nei quali sono raffigurate figure di viandanti in molteplici pose; un orientale che regge uno stendardo; un suonatore di arpa a tavolo; e infine un cacciatore, una delle figure più familiari della produzione, di cui si conoscono diverse varianti: il nostro acquisisce rarità per l’insolito colore giallo-verde dalla veste.

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